"Buddismo" è un termine
storicamente recente, ideato da studiosi occidentali, per definire
quell'insieme di tradizioni, insegnamenti, dottrine e pratiche che
discendono o si ispirano alla predicazione del principe Siddharta,
detto Shakyamuni, noto come il Buddha, vissuto circa 2500 anni fa
Il Buddha, attraverso una
profonda ricerca meditativa, raggiunse la comprensione della
sofferenza della condizione umana, le sue cause, i fattori che
concorrono alla sua cessazione.
Il Buddha chiamò Nobile
Ottuplice Sentiero la Via che conduce alla cessazione della
sofferenza. In un certo senso, tutto il buddismo non è altro che una
Via che permette di realizzare la liberazione dalla sofferenza.
Tale liberazione si fonda su
una condizione della mente profondamente diversa da quella dell'uomo
comune. Si tratta di una comprensione della realtà priva di
attaccamento, di odio, di rabbia, di ignoranza e di illusioni.
Questa consapevolezza,
liberando da ogni attaccamento, contribuisce a realizzare una "retta
visione" da parte della mente, che può così comprendere la
non-essenza di tutti i fenomeni (aniccha) e del proprio sé (anatta).
Tale particolare stato di
pura, semplice, immediata e profonda consapevolezza di tutte le cose
"così
come sono", ovvero di della loro interdipendenza ed
impermanenza, è detta Risveglio (o
illuminazione o Buddità).
L'uomo risvegliato cessa di
pensare in termini egoistici, non ritiene di essere un "sé" separato
dall'universo e realizza quindi un profondo
amore per tutti gli esseri viventi, nei confronti dei quali si sente
interdipendente, in quanto
questa consapevolezza abolisce distinzioni e dualismi.
Per realizzare questo
stato di viva consapevolezza e per progredire in esso, è essenziale
praticare la Meditazione secondo l'insegnamento del Buddha, onde
sperimentare quella "visione profonda" che consente una vera
comprensione di quanto sopra descritto.