FIOREDILOTO.ORG
Sito ufficiale
dell'Associazione
Sentiero del Fiore
di Loto
TERNI
Email:
fiorediloto@fiorediloto.org
Cosa rappresenta il Loto?
Come il Loto affonda le sue
radici
nella putrida melma dello stagno,
eppure genera un fiore
splendido,
bianco e incontaminato,
così coloro che si risvegliano
alla nuova coscienza illuminata,
si riscattano dalla sofferenza
della condizione umana
divenendo loro stessi
dei Buddha (cioè dei risvegliati).
Quindi il Loto è il simbolo
delle potenzialità di illuminazione e saggezza che ogni persona
possiede latentemente.
Si parla di
sentiero per alludere al fatto che per realizzare tale lavoro interiore
di risveglio alla pura consapevolezza, dobbiamo
percorrere costantemente un cammino di studio, pratica, meditazione,
riflessione, virtù, dedizione, compassione, umiltà.
***
Il sito FIOREDILOTO.ORG offre
ai suoi visitatori alcune nozioni generali sul Buddhismo (o Buddismo)
senza alcuna pretesa di essere esauriente, attraverso una serie di
schede su vari argomenti storici e dottrinali, in costante aggiornamento.
I ricercatori più
esigenti troveranno un ricco elenco di
links,
adatto per ricerche più specifiche.
Se desiderate porre domande o fare
interventi, partecipate al nostro
FORUM al quale vi
invitiamo cordialmente a partecipare.
***
Che
cos'è il Buddhismo?
Non è
facile definire a parole che cos'è il Buddismo, soprattutto agli
occidentali, abituati a classificarlo come una "religione" o come un
"credo".
Non
è propriamente una religione, né una filosofia, né una scienza
psicologica, né una tecnica di meditazione, tuttavia ha qualcosa in
comune con tutte queste discipline.
Nel Buddismo
troviamo concetti e pratiche apparentemente semplici, comprensibili per
tutti, che però ci introducono
ad un modo di vedere la vita e conseguentemente ad un modo di vivere.
Semplificando, si potrebbe dire che tutte le religioni invitano a
"guardare in Cielo" e cercare lassù risposte, divinità, interlocutori
vari.
Nel Buddismo non si propongono rivelazioni speciali, né dogmi, né
ideologie, né divinità. Tutto parte dal vuoto silenzio meditativo. Dalla
pratica discende l'esperienza della consapevolezza, che non ha nulla di
trascendente, è il "semplice" essere qui, adesso, a contemplare le cose
"così come sono".
Sebbene il Buddismo parli da millenni della Legge di Causa-Effetto,
dell'impermanenza, della vacuità e relatività di tutte le cose, tuttavia esso non
si occupa di svelare misteri né di rivelare agli uomini i
segreti dell'universo, semmai chiede di lasciar cadere le domande, le preoccupazioni, le illusioni, le ossessioni,
le questioni esistenziali, per avviarsi a
risvegliare la mente con l'insegnamento del Buddha.
Chiunque si avvia in questo sentiero, nel modo che gli è più congeniale,
potrà scoprire egli stesso la meravigliosa Via che ci libera dal nostro
"io", dai nostri attaccamenti, dalle nostre avversioni, dalle
nostre illusioni e dal nostro errato pensiero dualista e dogmatico.
La felicità può essere uno stato "normale" che può essere realizzato in
modo immediato, senza che debba dipendere dalle innumerevoli condizioni
che la nostra stessa mente crea.
La
"cessazione della sofferenza", di cui ci parlano le Quattro Nobili
Verità, non significa tuttavia che un buddista sia immune da dolore, né che
abbia sviluppato particolari capacità di "sopportazione".
Cos'è la
cessazione della sofferenza? Non è un super-potere, ma uno stato della mente,
finalmente guidata da comprensione, consapevolezza, moralità e saggezza,
anzichè da odio-bramosia-illusione.
Attraverso questa via, che qui riassumiamo molto schematicamente, non
siamo più schiavi della logica piacere-dispiacere, successo-insuccesso, soggetto-oggetto, e
di tutti gli altri schemi dualistici, bensì svilupperemo quell'atteggiamento
di "neutralità" ed "equanimità" che consente di vivere ciò che
semplicemente accade con consapevole tranquillità.
Una
caratteristica molto peculiare del Buddismo consiste nella grande
varietà di pratiche e di metodi che possono FACILITARE il
raggiungimento di tali obiettivi.
C'è chi medita sui koan
(racconti paradossali in uso nello Zen), chi medita concentrandosi sulla propria
respirazione, chi effettua "prostrazioni", chi ripete metodicamente vari mantra,
o chi recita sutra,
ecc. ecc.
Sebbene le varie tradizioni a volte presentino le loro pratiche come le
uniche valide, tutti i metodi possono essere ugualmente efficaci purché
siano considerati dei semplici "mezzi" per aiutare la nostra mente a
percorrere il cammino
verso il Risveglio.
Comunque, la PRATICA BUDDISTA più
utile ed efficace, praticamente indispensabile, è la MEDITAZIONE
VIPASSANA, ma è inutile meditare anche in modo perfetto se non siamo
ispirati dalla compassione amorevole per tutti gli esseri viventi,
dallo studio costante, dalla corretta comprensione dell'impermanenza,
dal lavoro su noi stessi, anche attraverso l'osservanza dei precetti,
che non sono comandamenti, pur presentandosi sottoforma di norme morali,
bensì si tratta di comportamenti che aiutano a purificare la mente e a
predisporla al cammino della pratica.
***
Ci
auguriamo che questo sito, nonché il Forum, possano
fornirvi alcuni spunti di riflessione dai quali possiate trarre gioia e serenità.
il Webmaster
(¯`
FioReDiLoTo ´¯)