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Sentiero del Fiore di Loto
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Cosa rappresenta il Loto?

Come il Loto affonda le sue radici nella putrida melma dello stagno,
eppure  genera un fiore splendido, bianco e incontaminato,
così coloro che si risvegliano alla nuova coscienza illuminata,
si riscattano dalla sofferenza della condizione umana
divenendo loro stessi dei Buddha (cioè dei risvegliati).

Quindi il Loto è il simbolo delle potenzialità di illuminazione e saggezza che ogni persona possiede latentemente.

Si parla di sentiero per alludere al fatto che per realizzare tale lavoro interiore di risveglio alla pura consapevolezza, dobbiamo percorrere costantemente un cammino di studio, pratica, meditazione, riflessione, virtù, dedizione, compassione, umiltà.

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Il sito FIOREDILOTO.ORG offre ai suoi visitatori alcune nozioni generali sul Buddhismo (o Buddismo) senza alcuna pretesa di essere esauriente, attraverso una serie di schede su vari argomenti storici e dottrinali, in costante aggiornamento.

I ricercatori più esigenti troveranno un ricco elenco di links, adatto per ricerche più specifiche.

Se desiderate porre domande o fare interventi, partecipate al  nostro FORUM al quale vi invitiamo cordialmente a partecipare.

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Che cos'è il Buddhismo?

Non è facile definire a parole che cos'è il Buddismo, soprattutto agli occidentali, abituati a classificarlo come una "religione" o come un "credo".

Non è propriamente una religione, né una filosofia, né una scienza psicologica, né una tecnica di meditazione, tuttavia ha qualcosa in comune con tutte queste discipline.

Nel Buddismo troviamo concetti e pratiche apparentemente semplici, comprensibili per tutti, che però ci introducono ad un modo di vedere la vita e conseguentemente ad un modo di vivere.

Semplificando, si potrebbe dire che tutte le religioni invitano a "guardare in Cielo" e cercare lassù risposte, divinità, interlocutori vari.

Nel Buddismo non si propongono rivelazioni speciali, né dogmi, né ideologie, né divinità. Tutto parte dal vuoto silenzio meditativo. Dalla pratica discende l'esperienza della consapevolezza, che non ha nulla di trascendente, è il "semplice" essere qui, adesso, a contemplare le cose "così come sono".

Sebbene il Buddismo parli da millenni della Legge di Causa-Effetto, dell'impermanenza, della vacuità e relatività di tutte le cose,  tuttavia esso non si occupa di svelare misteri né di rivelare agli uomini i segreti dell'universo, semmai chiede di lasciar cadere le domande, le preoccupazioni, le illusioni, le ossessioni, le questioni esistenziali, per avviarsi a risvegliare la mente con l'insegnamento del Buddha.

Chiunque si avvia in questo sentiero, nel modo che gli è più congeniale, potrà scoprire egli stesso la meravigliosa Via che ci libera dal nostro "io", dai nostri attaccamenti, dalle nostre avversioni, dalle nostre illusioni e dal nostro errato pensiero dualista e dogmatico.

La felicità può essere uno stato "normale" che può essere realizzato in modo immediato, senza che debba dipendere dalle innumerevoli condizioni che la nostra stessa mente crea.

La "cessazione della sofferenza", di cui ci parlano le Quattro Nobili Verità, non significa tuttavia che un buddista sia immune da dolore, né che abbia sviluppato particolari capacità di "sopportazione".

Cos'è la cessazione della sofferenza? Non è un super-potere, ma uno stato della mente, finalmente guidata da comprensione, consapevolezza, moralità e saggezza, anzichè da odio-bramosia-illusione.

Attraverso questa via, che qui riassumiamo molto schematicamente,  non siamo più schiavi della logica piacere-dispiacere, successo-insuccesso, soggetto-oggetto, e di tutti gli altri schemi dualistici, bensì svilupperemo quell'atteggiamento di "neutralità" ed "equanimità" che consente di vivere ciò che semplicemente accade con consapevole tranquillità.

Una caratteristica molto peculiare del Buddismo consiste nella grande varietà di pratiche e di metodi che possono FACILITARE il raggiungimento di tali obiettivi.

C'è chi medita sui koan (racconti paradossali in uso nello Zen), chi medita  concentrandosi sulla propria respirazione, chi effettua "prostrazioni", chi ripete metodicamente vari mantra, o chi recita sutra, ecc. ecc.

Sebbene le varie tradizioni a volte presentino le loro pratiche come le uniche valide, tutti i metodi possono essere ugualmente efficaci purché siano considerati dei semplici "mezzi" per aiutare la nostra mente a percorrere il cammino verso il Risveglio.

Comunque, la PRATICA BUDDISTA più utile ed efficace, praticamente indispensabile, è la MEDITAZIONE VIPASSANA, ma è inutile meditare anche in modo perfetto se non siamo ispirati dalla compassione amorevole  per tutti gli esseri viventi, dallo studio costante, dalla corretta comprensione dell'impermanenza, dal lavoro su noi stessi, anche attraverso l'osservanza dei precetti, che non sono comandamenti, pur presentandosi sottoforma di norme morali, bensì si tratta di comportamenti che aiutano a purificare la mente e a predisporla al cammino della pratica.

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Ci auguriamo che questo sito, nonché il Forum, possano fornirvi alcuni spunti di riflessione dai quali possiate trarre gioia e serenità.

il Webmaster
(¯` FioReDiLoTo ´¯)